ARCHIVIO STORICO
I BIANCHI CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL COLLIO
SUA ECCELLENZA ITALIA - ALBO D'ORO 25 ANNI DEL GAMBERO ROSSO - Fu Mario Schiopetto a fondare l'azienda alla metà degli anni '60, quando prese in affitto una vecchia azienda e cercò di mettere in atto ciò che aveva visto e apprezzato maggiormente visitando le migliori zone produttive d'Europa: la tecnologia tedesca e la finezza francese. Lentamente ha quindi operato la sua interpretazione del territorio, adattando questi insegnamenti al Collio, con risultati che si sono fatti sempre più convincenti. Oggi, Schiopetto è una realtà condotta dai figli di Mario, Maria Angela, Carlo e Giorgio, che si occupano di vigneti che ormai hanno superato i 30 ettari, della produzione e della commercializzazione. La riduzione delle etichette e la maggior sosta in cantina dei vini più ambiziosi sono il segno di un impegno che prosegue con passione e ricerca.
DI PADRE IN FIGLIO
Case & Coutry Class - Dicembre 2011 - A range of wines for one of the main authors of wine Renaissance in Collio. MARIO SCHIOPETTO è stato uno dei padri dei vini del Collio e della loro moderna interpretazione. Oggi continuano la sua opera i figli Carlo, Giorgio e Maria Angela. Alcuni dei vini che propongono sono fra i migliori della loro tipologia e non sfigurano al confronto dei veri capolavori che produceva loro padre.
FRIULANO - COLLIO FRIULANO 2009 - 90 PUNTI
Paglierino vivo e brillante. Molto varietale al naso, con note minerali, leggermente affumicate, tipiche di uve di provenienza, e sentori di fiori di campo, mandorla fresca e pesca bianca. Agile e sapido all'assaggio, molto equilibrato, composto, fresco, quasi salmastro, con un finale sottile, deciso e persistente, particolarmente elegante e piacevole. Acciaio. Risotto ai frutti di mare.
DUEMILAVINI 2012
Se c’è una cantina fondamentale per il recente passato della vitienologia friulana, questa è quella della famiglia Schiopetto. Mario, che ci ha lasciato da alcuni anni, è stato uno dei “padri della patria” dei vini del Collio e della loro moderna interpretazione. Oggi continuano la sua opera i figli Carlo, Giorgio e Maria Angela, con risultati assai confortanti. Alcuni dei vini che propongono sono fra i migliori della loro tipologia e non sfigurano al confronto dei veri capolavori che produceva loro padre. Quello che colpisce è la longevità dei bianchi, una caratteristica non proprio comune in zona.
MARIO SCHIOPETTO BIANCO 2008 – 5 GRAPPOLI – Paglierino. Complesso, ampio, con profumi lattici e di mandorla fresca, su note di susina gialla e ananas. Grintoso, per una decisa acidità salmastra, fresco, sapido, con la componente morbida che ne bilancia bene la spigolosità e prelude a un finale lungo, caldo e carezzevole. Acciaio 20 mesi, barrique 10. Consigliato con spaghetti all’astice.
1001 VINI DA PROVARE NELLA VITA - Una selezione dei migliori vini di tutto il mondo -
L’azienda agricola Mario Schiopetto è una delle migliori dell’area friulana del Collio. I 30 ettari di vigneti della famiglia si estendono attraverso Capriva del Friuli, il Podere dei Blumeri e nella tenuta che circonda l’ex residenza dell’arcivescovo di Gorizia. L’anziano Mario Schiopetto ha iniziato a produrre vini nel 1965. Ha viaggiato per tutte le regioni vinicole d’Europa ed è stato un pioniere della moderna produzione di vini in Friuli. Oggi gestisce una splendida cantina mimetizzata sulle colline di Capriva del Friuli e progettata da Tobia Scarpa.
Schiopetto ha prodotto per la prima volta il Pinot Grigio nel 1968, molto prima che diventasse di moda. Di colore giallo oro, invece che verde limpido come molti altri insipidi vini di questa varietà, il PINOT GRIGIO SCHIOPETTO 2008 dimostra cosa si può ricavare con quest’uva se trattata dalle mani giuste.
Ricco, gustoso e caratteristicamente basso di acidità, è un vino lungo, elegante e puro, senza alcuna traccia di rovere a gustare la carica fruttata chiaramente definita. Sebbene sia piuttosto concentrato, va bevuto da giovane perché perde freschezza e acidità dopo tre o quattro anni in bottiglia.
ESPRESSO - I VINI D'ITALIA 2012
Affermatosi negli anni come modello di eleganza, chiarezza e affidabilità, la cantina Mario Schiopetto ha consolidato, anche dopo la morte del suo carismatico fondatore, questa impegnativa reputazione. I vini hanno tutti un impeccabile definizione aromatica, e, la tecnica, è spesso al servizio delle sfumature gusto-olfattive e della espressività delle singole varietà: nel contesto dei migliori bianchi del Colli, un valore sicuro.
COLLIO SAUVIGNON 2009 "4 BOTTIGLIE" – bellissimo colore, dorato e luminoso, naso ricco senza apparire appesantito, palato di bella maturità, sviluppo pieno me sfumato, finale non così incisivo ma di buona distinzione e definizione.
I VINI DI VERONELLI 2012
Tecnologia tedesca e finezza francese per realizzare un sogno friulano. E’ questa la filosofia che ha animato l’attività di Mario Schiopetto, fin da quando, nel 1965, prese in affitto dalla curia Arcivescovile di Gorizia una vecchia azienda che poi acquistò nel 1989. Dopo la sua scomparsa, la cantina è gestita dai figli con immutato impegno.
Bellissima iniziativa dei fratelli: annate con il giusto affinamento in vetro rilasciate dopo anni di riposo nella cantina e solo in formato magnum. Da studiare, ma soprattutto da bere ( con il massimo piacere).
MARIO SCHIOPETTO BIANCO VENEZIA GIULIA MAGNUM 2006 93 PUNTI, PODERE DEI BLUMERI ROSSO 2007 92 PUNTI, MARIO SCHIOPETTO BIANCO VENEZIA GIULIA 2008 92 PUNTI
SLOW WINE 2012
VITA – Questa è l’azienda fondata da Mario Schiopetto, che fu uno dei padri fondatori dell’enologia friulana moderna e che, tra i primi, portò il vino di questa regione sullo scenario nazionale e internazionale. Ora i figli Maria Angela, Carlo e Giorgio continuano la sua opera, dando quel tocco di modernità e innovazione tipico delle nuove generazioni. Novità che si traducono, tra l’altro, nella ricerca di una lotta naturale agli agenti patogeni.
VIGNE – Lo spettacolo che si osserva dalla villa padronale, col corpo di 17 ettari vitati sulle dolci colline di Capriva, vale la visita all’azienda. Le vigne, pettinate come giardini, sono curate da oltre quindici anni dal noto “preparatore d’uva” Marco Simonit, che ha scelto accorte metodiche di potatura per salvaguardarne la salubrità. Sono stati abbandonati da anni gli antiparassitari e si stanno sperimentando nuovi sistemi di lotta biodinamica ai parassiti.
VINI – L’attenzione e la professionalità si concretizzano in vini di elevata eleganza e tipicità, legate alla storia del vino regionale. Il COLLIO FRIULANO 2009 esprime, con note di mentuccia e mandorla, la tipicità del vitigno; il MARIO SCHIOPETTO BIANCO 2008 rivela eleganza, finezza e mineralità coniugate con l’equilibrio. Ma l’azienda non si caratterizza solo per i vini bianchi: si consideri dunque il valore assoluto del ROSSO BLUMERI 2007, molto caldo e fruttato. Sicuramente da segnalare sono il COLLIO SAUVIGNON 2009, dalle belle note di ruta, salvia e foglia di pomodoro, il COLLIO PINOT BIANCO 2009, molto agrumato, e il BIANCO BLANC DES ROSIS, minerale e complesso.
VINI D'ITALIA 2012 - GAMBERO ROSSO - 3 BICCHIERI
Spetta ancora al "MARIO SCHIOPETTO BIANCO" il podio dei Tre Bicchieri, ma quest’anno altri tre vini erano altrettanto vicini all’alloro a conferma dell’ottimo standard qualitativo che i tre fratelli Schiopetto riescono a mantenere. Il Mario Schiopetto Bianco ’08 è un Blend di Chardonnay dei Colli Orientali del Friuli e Friulano del Collio, un matrimonio felice che ha tutte le prerogative per durare nel tempo. E non gli è da meno il Blanc des Rosis, un ricco Blend di Friulano, Pinot Grigio, Sauvignon, Malvasia Istriana e Ribolla Gialla, una perfetta fusione di aromi. Ottimi anche il Friulano e il Podere dei Blumeri Rosso, composto da Merlot, Cabernet Sauvignon e Refosco.
MARIO SCHIOPETTO BIANCO ’08 3 BICCHIERI,
BLANC DES ROSIS ’09 2 BICCHIERI,
COLLIO FRIULANO ’09 2 BICCHIERI,
PODERE DEI BLUMERI ROSSO ’07 2 BICCHIERI,
COLLIO SAUVIGNON ’09 2 BICCHIERI,
RIVAROSSA ’08 2 BICCHIERI.
UN FRUIT GRAS, FRAIS ET CROQUANT
LA REVUE DU VIN DE FRANCE - 100 GEANTS DE LA MEDITERRANEE - Ce domaine familia! Du Frioul produit des vins blancs de très haut niveau qui brillent par leur puretè de saveurs et leur èquilibre, vinifiès exclusivement en cuves pour prèserver tous les aròmes du fruit. Les Vins: le PINOT BIANCO 2008 est certainement l'une des plus grandes expressions que l'on puisse trouver de ce cèpage, qui offre un fruit gras, frais et croquant, sur des notes de fruit blancs. Le FRIULANO 2008 met en valeur ce cèpage local dans un vin nerveux et vif, ditè d'une belle amertume et de notes d'amandes. Source: La Revue du Vin de France, Juillet/Aoùt 2011
A MUST FOR WHITE-WINE FANATICS - Wines of the Week
September 24, 2011. Collio 2008, Friulano, Schiopetto, Italy white. Indigenous grape alert and for you white-wine fanatics, a must. From Italy's northeast, like its relative sauvignon blanc, the friulano leans to the more acidic side of the balance but with a softer edge. Touch of citrus, but the register is more toward melon and ripe apple. Soft, luxurious finish as well with just a faint mineral note. So unique. Serve at 6-8 C. Drink now-2014. Food pairing idea: risotto with or without seafood. Source: Montrèal Gazette By BILL ZACHARKIW, Freelance
L'ELEGANZA DEL COLLIO - PINOT BIANCO SCHIOPETTO
Settembre 2011. Un vino elegante, articolato, di stile aristocratico e decisamente territoriale. Giovanissimo, vibrante e croccante, promette un'evoluzione appassionante. Giallo paglierino luminoso, al naso è fresco e dolce di fiori bianchi d'acacia e di ciliegio, e gialli di mimosa, di mandorla secca e di confetto che si fonde con il frutto di pesca gialla, uva spina, melone, ananas, mango, gelso e ribes bianchi, con vegetalità di melissa, balsamicità di macchia alpestre e ancora agrumati di cedro e arancia anche in gelatine e una sottile ed elegante nota minerale. In bocca risulta di buon equilibrio, fresco e morbido, di buona gassezza gustativa e importante, ma ben integrata, spalla sapida. Il retrolfatto, inizialmente in linea con le dolcezze della via diretta, sfuma nel finale su toni fruttati meno maturi e decisamente minerali con sentori di salgemma. Sarà perfetto con delle pappardelle con ragù rosato di scorfano e scampi, oppure con filetto di San Pietro in crosta di mandorle.
QUESTO E' UN MONUMENTO AL VINO FRIULANO - STORIE DI VINI
18 Agosto 2011, a cura di BRUNO VESPA. Mario Schiopetto è un monumento al vino friulano. Alla metà degli anni Sessanta, quando in Italia il buon vino non si beveva a ruscelli, Schiopetto mise a frutto le sue conoscenze dei vitigni internazionali facendo fare un grande salto di qualità alla produzione della sua azienda e alla intera filiera friulana. Per questo è giusto che i figli, oggi gestori dell’azienda (Maria Angela, Carlo e l’enologo Giorgio), gli abbiano dedicato il vino più importante della casa, il Mario Schiopetto Bianco (Chardonnay e Tocai Friulano). L’annata 2003 (il vino era nato l’anno precedente), assaggiata nel 2008, dimostrò un grandissimo stile e uno splendido invecchiamento. Il 2007 è freschissimo. Il Blanc des Rosis 2009 racchiude tutti i profumi del Friuli per un ottimo pasto di pesce. Aromi piacevoli anche nel sobrio e delicato Sauvignon, mentre per chi ama un vino classico e di forte personalità scelga il Friulano. Tra i classici metterei anche il Pinot Bianco 2009, tonico, pieno, solare. La sorpresa stavolta viene da un grande rosso, il Podere dei Blumeri. La base di Merlot (con un quarto di Refosco e uno spruzzo di Cabernet Sauvignon) garantisce a questo vino equilibratissimo la discrezione dei prodotti più raffinati. FONTE: PANORAMA, 18 Agosto 2011
GRANDS VINS DE MEDITERRANEE
5 Agosto 20011. 100 domaines, un palmarès insolite! Schiopetto Mario tra le migliori cento aziende del Mediterraneo. Fonte: La Revue du vin de France, July/August 2011
AUX CONFINS DE L’ITALIE, LE DOMAINE DES SCHIOPETTO
Giugno 2011 - Dans le Frioul, aux confins du nord est de l'Italie, à la frontière avec la Slovènie, ne manquez pas le domaine familial Mario Schiopetto, l'un des tènors de la règion. La règion est connue pour ses blancs à base de tocai friulano et pinot bianco. Le domaine est situè sur les collines de Capriva del Friuli. Maria-Angela, Carlo ou Georgio Schiopetto vous expliqueront par le menu les particularitès de ces cèpages et de leur terroir, et vous feront dèguster leurs vins en appellations Collio Tocai Friulano ou Collio Pinot Bianco. Des vins croquants, purs, charnus. Un dèlice.
SUPERWHITES - "A tutto Tocai" -
24 Maggio 2011. Friulano 2009, Schiopetto (50mila btg – € 16,35)
Quasi un quarto dell’intera produzione dell’azienda (180/200 mila bottiglie) è di friulano. Bella boccia: profumi eleganti di mela e erba appena tagliata, gusto saporito, salino. Aromatico e di ottima struttura, chiude lungo sull’aroma di mandorla amara.Costo abbastanza elevato a parte, rimane una sicurezza. Fonte: http://www.stralcidivite.it
Ricorda Mario Schiopetto
04 marzo 2011-ARCHIVIO MESSAGGERO VENETO- di Zorzi e Ottogalli. "E' IL GRANDE BIANCO REALIZZATO DAI FIGLI CON FRIULANO E CHARDONNAY".
Non c’è al mondo un vero appassionato di vino che non conosca Mario Schiopetto. Se si apre un qualsiasi atlante internazionale dei vini, al capitolo “Italia”, si trova la voce Schiopetto e quasi sempre con l’immagine di una etichetta dell’azienda in bella vista. Il motivo è presto detto: Mario è stato, assieme a una manciata di illuminati viticoltori, il precursore e insieme il padre della moderna enologia italiana.
Dal 1965 questa azienda ha rivoluzionato il modo di vinificare il vino bianco. Se il Friuli oggi è conosciuto nel mondo per i suoi grandi bianchi, lo deve principalmente a questa figura geniale che ha influenzato decine di colleghi vignaioli portandoli a realizzare prodotti di gran pregio.
Da diversi anni l’azienda è guidata dai figli: Maria Angela, Carlo e Giorgio che continuano la tradizione familiare e che hanno dedicato al loro papà il vino che oggi proponiamo. Un blend strepitoso di territorio e internazionalità. Viene realizzato con l’obiettivo di farlo risultare tra i primi della classe. Obiettivo costantemente raggiunto dai tre fratelli che, con armonia e competenza, seguono le varie attività aziendali con la passione che questa terra leggendaria del vino merita.
Il “Mario Schiopetto bianco” è il segno della continuità tra generazioni, un filo conduttore tra il passato e il presente di quest’“azienda emblema”. Ottimo l’aspetto, trasparente e rilucente. Straordinario l’impatto olfattivo per intensità e avvolgenza. Al naso i sentori fruttati in bell’amalgama che ricordano la mela, la pera e la pesca con note tropicali di ananas e un tocco di timo e di salvia selvatica. Anche al gusto offre ricchezza di sapori e aromi. Una leggera nota fumé accompagna sensazioni fresche e morbide in perfetto equilibrio. Il finale di bocca è piacevolmente vivacizzato da note aromatiche che ne prolungano la persistenza.
GAMBERO ROSSO - SLOW FOOD EDITORE - VINI D’ITALIA 2010
Blanc des Rosis 2008 – 2 bicchieri
Friulano 2008 – 2 bicchieri
Sauvignon 2008 – 2 bicchieri
ROBERT PARKER
"Un produttore brillante, Schiopetto è il punto di riferimento per quanto pieni, profumati e intriganti possano essere i bianchi friulani. Mario Schiopetto continua a soddisfare l'olfatto e il palato con la sua straordinaria produzione. A qualità di prezzo, sono i più completi vini bianchi secchi fermentati e invecchiati in acciaio di tutto il Nord Est d'Italia. Ricchi di sapori che aumentano in bocca, sono vini sorprendenti che raccomanderei a tutti."
COSA DICONO DI NOI
“Pinot Grigio has clung to northern Italy’s hills of for centuries, but it took modern winemaking techniques – such as temperature-controlled fermentation – and innovative winemakers – such as Mario Schiopetto – to transform an inoffensive (at best) dullish white into the crystal-clean quaff that refresh America’s palate today.”
Hugh Johnson, Atlante dei Vini 2007
“Leggendario pioniere del Collio, con una produzione base di 20.000 casse. Eccellenti i suoi Sauvignon, Pinot Bianco e Tocai DOC, ma anche l'uvaggio noto come Blanc des Rosis. I nuovi vini IGT sono eleganti e generosi, con uve che provengno sia dall'area del Collio che dai Colli Orientali”
Che sorpresa quel Tocai diciottenne
(29 aprile 2001) - ARCHIVIO CORRIERE DELLA SERA - di Luigi Veronelli.
Che sorpresa quel Tocai diciottenne Il vino - che non ha mani - si scrive nel momento in cui lo bevi. Solo se gli dedichi molte attenzioni - subito dall' istante in cui si versa nel bicchiere (il suo colore, per quanto intenso, un attimo si frange e ti lancia segnali) - riesci a raccoglierne il racconto. Formato da continue labilità, si compone, si interseca, e si rassoda sino a farsi, complesso e dialettico. (Tutto al contrario dei pesci «effimeri», che nascono e muoiono in un sol giorno: il loro racconto è scritto sull' acqua; non hanno bocca, non mangiano, non bevono). Ho bocca, mangio, bevo. Sono proprietario di migliaia di racconti, ciascuno trattenuto in un vetro misterico. Ma chi vi è dentro - il vino - è individuo, capace di contrapporsi. Ha mutamenti che solo puoi tentare di prevedere. Vedi quel che mi è successo. Quasi sempre mi è facile - in attesa dell' ospite - dire al cantiniere questa o quella o quella bottiglia. Giorni fa volevo stupirlo, l' ospite, e offrirgli, come momento vertice, il Montrachet 1998 di Jadot, uno dei pochi grandi bianchi dell' orbe terracqueo. Lo importa Angelo Gaja e raccomanda: «Atténdilo, a berlo». Ma io volevo proprio fosse giovane, giovanissimo, troppo. M' aveva «impalato» - una bottiglia di Tocai 1990 di Mario Schiopetto, da Capriva in Friuli. Dieci anni e più. Ne avevo pur scritto, alla nascita: «Bévilo in prima giovinezza». Ma sì, avrei sorpreso l' ospite (illustre) con un bicchiere di quel Tocai decennale. A tavola, Ayroso Arnel, sommelier, annuncia, non Tocai 1990: «Tocai 1983, Capriva, Mario Schiopetto». A diciottanni un Tocai, secondo «i Veronelli», è morto e defunto. Ma io non son uomo da infarto. Fortunato e protervo, lascio mi sia servito in assaggio. E' splendido. Occhio, naso, palato. Tale fu l' amore di Mario nel coglierne le uve, nel vinificarle ed elevarle, questo Tocai 1983 è pari, se non più prezioso, altro che racconto, di un libro-in-quarto. Così che ho avvertito mancanti, malgrado l' eccellenza dei piatti di Benjamin Hall, chef, gli altri monstres naturali del Collio: gli asparagi, il radicchietto, le pesche gialle, le pesche bianche, le susine, le ciliege, il salame morbido, il marcundelis (salsiccia composta di interiora di suino), il prosciutto e la pancetta.